Feb 28

XVI assemblea diocesana dell’azione cattolica: Il rinnovo degli incarichi direttivi

Nel primo pomeriggio di domenica scorsa, 19 febbraio, l’Azione Cattolica diocesana si è data appuntamento in Seminario per celebrare la XVI Assemblea elettiva per il rinnovo degli incarichi direttivi. Un appuntamento che si pone sempre a conclusione di un triennio come fase intermedia del cammino assembleare, che è stato vissuto dalle associazioni parrocchiali nei mesi precedenti e che si concluderà in primavera con l’Assemblea elettiva nazionale. L’assemblea diocesana è dunque un momento di arrivo ma anche di rilancio, nel quale la sintesi di un percorso triennale ritrova slancio e motivazioni per il futuro dell’intera associazione in rapporto con la Chiesa locale e la missione apostolica.  Il delegato nazionale Marco Pio Bravo ha introdotto i lavori dell’assemblea con un importante intervento mirato a sottolineare le caratteristiche dell’Associazione e del servizio di responsabilità che essa chiede. La natura di questo servizio è essenzialmente evangelica perché è radicata nel contesto di una chiamata e di una disponibilità generosa che non può sostenersi su velleità carrieristiche e di prestigio. A sua volta il vescovo Adriano ha richiamato la necessità di un laicato che si assuma sempre di più l’onere dell’annuncio della Parola e ha evidenziato la possibilità che l’AC diocesana possa spendersi, nel prossimo triennio (nel quadro della visita pastorale), per un serio annuncio del Vangelo all’interno delle comunità parrocchiali rilanciando l’incontro con la Parola di Dio. Infine Luisella Siviero, presidente uscente (nella foto con il gruppo della presidenza uscente), ha proposto all’approvazione dei presenti la bozza del documento assembleare “Fare nuove tutte le cose – Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale”, sintesi delle riflessioni maturate dal Consiglio diocesano e dalle assemblee parrocchiali , avendo come stimolo la linea tracciata dal papa nella “Evangeli Gaudium”. Le sfide per l’AC del prossimo triennio non mancano nella prospettiva di una responsabilità e corresponsabilità del dono del Vangelo. L’AC, che si presenta come costitutiva della Chiesa conciliare, si impegna ad affiancare i pastori in un rapporto di collaborazione nella crescita delle comunità parrocchiali e a far sì che questo servizio sia presente in nuove parrocchie. Si sente pienamente coinvolta nel processo di ristrutturazione pastorale della diocesi e desidera mettere a disposizione la propria esperienza negli organismi ecclesiali di partecipazione, aiutando a innescare processi virtuosi e nello stile sinodale. Il tempo per una pastorale missionaria che faccia comprendere la vita bella del Vangelo non è più rimandabile: per questo, oltre al contesto parrocchiale, l’AC diocesana sente di doversi coinvolgere nei contesti socio-culturali del proprio territorio. La discussione in assemblea ha poi sottolineato l’esigenza che le figure dei nuovi responsabili parrocchiali e diocesani svolgano il loro servizio nella prospettiva missionaria più volte vocata nei tre interventi. Il documento è stato così approvato e si è aperta di fatto la fase delle votazioni che ha portato al rinnovo del consiglio diocesano, dei responsabili diocesani di settore e all’indicazione di scelta del nuovo presidente. Proprio quest’ultima figura, per statuto, deve essere poi nominata dal vescovo diocesano.

Don Simone Zocca

Luisella Siviero

La presidenza uscente. Da sinistra in alto: Alberto Scarpa, Maria Antonietta Tessarin, Luisella Siviero, Carmelo Genovese, Giada Valerio, Federico Moretti, Tiziana Donà, Daniela Lanzilao. In basso da sinistra: don Simone Zocca, Marco Longhin ed Eleonora Zorzan.

 

NOMINE NELL’A.C.

La nuova presidenza

Presa visione delle designazioni di voto del nuovo consiglio diocesano di AC, eletto dall’assemblea riunitasi domenica 19 febbraio, il vescovo Adriano, con prot. n. 12/2017, ha nominato presidente diocesana dell’Azione Cattolica della diocesi di Chioggia  la sig.ra Biancarosa Boscolo  Nale, augurando un proficuo lavoro per la crescita e lo sviluppo dell’Associazione diocesana.

Ha preso pure visione della nuova presidenza, così composta:

Daniela Lanzilao e Carmelo Genovese vice-presidenti settore adulti;

Giulia Fanton e Federico Boscolo Cegion vice-presidenti settore giovani;

Marco Longhin e Luca Tosin responsabile e vice-responsabile per l’Acr;

Eleonora Zorzan responsabile della formazione.

 

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Feb 17

XVI Assemblea Diocesana: “Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale.”

Tempo di bilanci, di verifica e di rilanci per la nostra Associazione, che conclude un triennio speso, come sempre, al servizio della Chiesa locale. Come in ogni famiglia, bisogna prendersi un momento per fermarsi, guardarsi inidetro per gioire di ciò che di buono è stato fatto fino a qui, per comprendere ciò che è migliorabile e porsi nuove missioni. Questo è lo spirito con cui si riuniranno in assemblea dal titolo “Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale.” i delegati di ogni realtà parrocchiale domenica 19 febbraio alle ore 15.00 in seminario. Confronto è la parola d’ordine! L’assemblea sarà chiamata a discutere ed approvare il documento del triennio 2017/2020, con la presenza del nostro Vescovo Mons. Adriano e del delegato nazionale Marco Pio Bravo. Seguirà poi l’elezione del nuovo Consiglio Diocesano che procederà alla nomina dei componenti la nuova Presidenza Diocesana, e fornirà al Vescovo le indicazioni per la nomina del Presidente.

L’invito a partecipare è rivolto a tutti gli associati che lo desiderano.

Di seguito la lettera di convocazione con il programma del giorno.

Convocazione XVI Assemblea

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Gen 25

Marcia della pace 2017

L’ACR Diocesana, in collaborazione con molte altre realtà attive nella Diocesi di Chioggia ed in occasione del mese della Pace, ha proposto come ogni anno la Marcia della Pace. L’appuntamento ha visto il suo inizio nel primo pomeriggio di Domenica 22 gennaio quando, a fianco della Cattedrale di Chioggia si sono incontrate persone provenienti da tutta la diocesi, adulti, giovani e bambini, organizzati in gruppi o venuti autonomamente.
Questo è il dono della marcia della pace: unire in un unico cammino persone che abitualmente non si vedono, non si frequentano. Il dono che la marcia della pace ci fa è quello della consapevolezza che, nonostante la strada sia impervia e sconosciuta, siamo in molti a lottare e a tendere le nostre forze per la realizzazione della Pace: ognuno con le proprie caratteristiche, con i propri pregi e con i propri difetti ma tutti cerchiamo di camminare nella stessa direzione, e camminando insieme perdersi è più difficile!
Le riflessioni della marcia sono come ogni anno basate sul tema del messaggio del papa per la giornata mondiale della pace: quest’anno “La nonviolenza come stile di una politica per la pace”. Durante il percorso che ha portato i partecipanti dalla Cattedrale alla chiesa di S. Martino, sono stati offerti dei momenti di riflessione dai gruppi ACR e dalle parrocchie di S. Martino, S. Mauro di Cavarzere, Santa Maria Assunta di Loreo e dall’unità pastorale di Porto Tolle.

I bambini hanno messo in luce i diversi modi in cui la violenza può manifestarsi. La parrocchia di Sottomarina ha emozionato i partecipanti raccontando la storia di Anas al-Basha, il clown di Aleppo, il quale ha terminato la sua vita cercando di rendere un po’ più serena la vita dei bambini siriani nel mezzo di un terribile conflitto; i bambini di Cavarzere hanno coinvolto tutti i presenti in una simbolica raccolta differenziata per spiegarci che la violenza contro il creato non è una cosa da sottovalutare; i bambini del catechismo di porto Tolle hanno fatto vedere come l’amore e la comprensione in famiglia possano prender il posto dell’indifferenza e della violenza ed infine l’ACR di Loreo ha esortato tutti a tendere al fine ultimo della pace senza farci sconfiggere dai conflitti e dalle incomprensioni e volgere sempre lo sguardo a Cristo. La conclusione nella chiesa di San Martino a Sottomarina. Il momento di riflessione è stato caratterizzato da due forti testimonianze, la prima di Bamba, un ragazzo ivoriano che ora vive a Chioggia, la seconda invece di Giovanni Penzo, un giovane chioggiotto che grazie alla Caritas ha vissuto un’esperienza di servizio in Giordania. Queste testimonianze hanno arricchito la marcia donando la verità di due esperienze di vita. Un breve momento di preghiera guidato dal vescovo Adriano e la visione di alcuni video creati dai ragazzi di San Martino, di Loreo e di Porto Tolle hanno coronato la manifestazione, terminata poi con la merenda offerta dall’associazione Il Mappamondo. L’Azione Cattolica di Chioggia desidera ringraziare quanti hanno sostenuto ed aiutato la realizzazione della Marcia della Pace 2017 e tutti coloro che, con gioia, hanno partecipato.

Marco Longhin

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Gen 08

“IL CORAGGIO DELLA NON VIOLENZA” Marcia della pace

IL CORAGGIO DELLA NON VIOLENZA

Si avvicina l’appuntamento diocesano della Marcia della Pace

Dopo la giornata della Pace celebrata il 1 Gennaio scorso da tutta la Chiesa si vuole ricordare che Domenica 22 Gennaio 2017 si terrà la Marcia della Pace nella nostra diocesi per le vie della città di Chioggia.

In quell’occasione bambini e adulti si interrogheranno sul tema lanciato da papa Francesco: “ La non violenza: stile di una politica della pace”.

La pace – afferma il Papa – è responsabilità di tutti, non solo dei grandi: si costruisce con i piccoli gesti quotidiani di attenzione, amore e perdono. Si costruisce a partire dalla famiglia, iniziando a bandire la violenza dai cuori e dalle parole. Chi ha fede in Gesù dovrebbe sapere che “l’amore del nemico costituisce il nucleo della rivoluzione cristiana”. Anche Gesù – rileva il Papa, è vissuto in tempi conflittuali tracciando “la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia”. Questo vuol dire che per “essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza” così come la leggiamo nel Vangelo. E’ una proposta che può raggiungere tutta l’umanità.

La Marcia inizierà alle 14.30 presso il campo antistante il Duomo di Chioggia, proseguirà lungo Corso del Popolo. Successivamente, giunti in Calle San Giacomo, attraverseremo l’Isola dell’Unione e concluderemo il pomeriggio presso la Chiesa di San Martino a Sottomarina. Qui è previsto un momento di riflessione con alcune testimonianze e il saluto del nostro vescovo Adriano.

Durante la Marcia verranno approfonditi alcuni ambiti di vita in cui i ragazzi possono sperimentare la violenza e su cui bisogna attuare invece politiche diverse e atteggiamenti diversi ad esempio: la violenza in famiglia, la violenza contro il Creato, la violenza contro colui che è diverso culturalmente e socialmente e la violenza intesa come conflitto bellico.

Ricordando a tutti che è disponibile un cammino di preparazione alla marcia per bambini e adulti  e scaricabile dal sito www.azionecattolicachioggia.it ci auguriamo un buon mese della pace, affinchè sia l’occasione per testimoniare agli altri e a noi stessi di perseguire ed inseguire sempre più un cammino di pace e fratellanza.

Eleonora Zorzan

Enzo Pace, docente di Sociologia delle religioni alla Scuola galileiana dell’Università di Padova

PUBBLICO CONVEGNO NEL MESE DELLA PACE

“Perchè le religioni scendono sul sentiero di guerra? I legami pericolosi con la politica”

Era il 1967  quando Paolo VI istituiva, rivolgendosi a tutti gli uomini di buona volontà,  La Giornata della Pace da celebrare  il primo gennaio 1968, con il desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa  all’inizio del calendario, proposta  che non interessasse  solo  la sfera ecclesiale ma che fosse accolta e sostenuta  da quanti considerano  la pace il bene primario per cui spendersi secondo la propria indole e specificità.

L’Azione cattolica tiene fede a una consolidata tradizione di impegno per la promozione di una cultura di pace e  propone per il mese di gennaio (tradizionalmente il “mese della pace”)  occasioni di approfondimento a misura di età del messaggio che annualmente  il Papa lancia per la giornata mondiale della pace. E’ sul tema «La non violenza: stile di una politica per la pace» scelto da Francesco per la cinquantesima edizione che abbiamo modulato le proposte diocesane a sostegno della nostra volontà a camminare nei sentieri della nonviolenza per un mondo sempre più fraterno; un invito alla società a non dimenticare un tesoro così prezioso per il quale ognuno di noi può e deve fare qualcosa.  «Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme», è l’appello di Francesco, che nel proporre il 50° Messaggio cita il primo, in cui il beato Paolo VI usò «parole inequivocabili» per rivolgersi «a tutti i popoli, non solo ai cattolici» ed affermare che «la pace è l’unica e vera linea dell’umano progresso, non le tensioni di ambiziosi nazionalismi, non le conquiste violente, non le repressioni apportatrici di falso ordine civile». Papa Montini, a sua volta, richiamava il suo predecessore, Giovanni XXIII, che nellaPacem in terris «esaltava il senso e l’amore della pace fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull’amore». «Colpisce l’attualità di queste parole, che oggi non sono meno importanti e pressanti di cinquant’anni fa», il commento di Francesco.

E’ su quest’onda che l’Azione cattolica diocesana , in collaborazione con il Centro diocesano per l‘Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, ha pensato al tema del convegno pubblico  “Perchè le religioni scendono sul sentiero di guerra? I legami pericolosi con la politica”, che si terrà sabato 21 gennaio p.v. presso la Chiesa di Santa Caterina alle ore 17.00

Il titolo, per certi versi provocatorio, è stato suggerito dal relatore professor Enzo Pace, docente di Sociologia delle religioni alla Scuola galileiana dell’Università di Padova,  che nella sua produzione scientifica propone questa riflessione: “Pensavamo di non dover più assistere ai conflitti di religione, e invece nessuna fede sembra esente dal virus della violenza. Perché accade e qual è la responsabilità della politica negli orrori compiuti in nome dell’identità di popolo e di credo? Si può ipotizzare che ci sia un’affinità elettiva fra le politiche d’identità e le religioni. È solo grazie a tale affinità che è possibile trovare una risposta alla domanda: Perché le religioni scendono in guerra? “

Nel disordine che spesso domina il nostro vivere quotidiano le religioni hanno un compito comune: quello di fare emergere e dare senso all’impegno etico, di trasformare la violenza in forza positiva di servizio e di amore coinvolgendo in questo dinamismo le enormi energie spirituali e morali in esse presenti.  Le diverse religioni oggi possono ritrovarsi anche in quello che è uno dei punti fondanti del messaggio cristiano; ciascuno nell’esercitare il diritto alla propria identità religiosa deve essere anche in grado di aprirsi all’identità dell’altro, offrendogli ospitalità nel proprio cuore, esplicitata nell’accoglienza nei confronti degli esclusi, dei poveri, degli sradicati, ma anche impegno per la giustizia, per il rispetto dei diritti umani e per il superamento di ogni fanatismo. Le religioni, quindi, possono contribuire a creare comunione umana a livello universale, dove il rispetto dell’individualità di ciascuno dovrà coniugarsi con la capacità di stabilire relazioni interpersonali positive e di tenere conto del bene di tutti, coscienti del fatto che la sopravivenza di ciascuno è legata alla sopravivenza degli altri. I problemi di fronte ai quali si trova l’umanità,  a cui spesso nemmeno la politica riesce a dare risposta, devono aprire con fiducia gli appartenenti alle diverse religioni a fare fronte unico per far progredire il benessere di tutti e affrontare nella concordia le grandi sfide poste dallo sviluppo contemporaneo, per dare vita ad una umanità nuova riconciliata e fraterna.

Facciamo nostre le parole di papa Francesco «Nessuna religione è terrorista. La violenza è una profanazione del nome di Dio. Non stanchiamoci mai di ripeterlo: ‘Mai il nome di Dio può giustificare la violenza. Solo la pace è santa. Solo la pace è santa, non la guerra!’».

 

Luisella Siviero

Presidente diocesana AC

 

 

 

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Gen 08

Buon Natale Papa Francesco!

Come ogni anno alcuni ragazzi dell’Acr, provenienti da diverse diocesi d’Italia, hanno avuto il privilegio di portare di persona gli auguri di Natale al Santo Padre. Quest’anno, in via del tutto eccezionale siamo stati invitati, a seguito dell’incontro delle associazioni parrocchiali del triveneto con la presidenza nazionale, tenutosi lo scorso gennaio a Padova, non come diocesi bensì come parrocchia di Loreo. È stato un “premio” per l’impegno profuso a far rinascere l’associazione in tutte le sue componenti, partendo dall’Acr, passando per i giovanissimi e gli adulti. In rappresentanza della nostra realtà parrocchiale sono stati sorteggiati due ragazzi: Maddalena Pichelan e Yari Siviero. È stata per entrambi un’esperienza unica, ricca di emozioni, che porteranno per sempre nel loro cuore.

La gioia di incontrare Papa Francesco è stata percepita vivamente dai ragazzi sin dal momento in cui essi hanno ricevuto l’annuncio che sarebbe toccato loro rappresentare la nostra comunità. Come raccontano le mamme, Erika Nonnato e Fiorenza Favro, Maddalena ha pianto di gioia mentre Yari ha esternato la sua emozione esultando come se avesse vinto la sua squadra del cuore. Ragazzi e famiglie si son subito prodigati a preparare il loro dono di Natale al Santo Padre: una confezione di prodotti per l’igiene personale da distribuire alle persone più indigenti.

La partenza per Roma è avvenuta la mattina del 18 dicembre, alle prime luci dell’alba. Nonostante la sveglia abbia suonato appena alle 5.15, “Yari è saltato subito giù dal letto, a differenza degli altri giorni!”, racconta commossa Fiorenza, “la sua trepidazione era visibile, non vedeva l’ora di partire!”.  Durante tutto il viaggio verso Roma, Maddalena ha più volte chiesto al nostro presidente parrocchiale, Luca Tosin, che li ha accompagnati assieme ai genitori, se poteva stargli accanto, anche durante l’udienza.

All’arrivo il clima natalizio che si respirava a Roma, addobbata a festa per il Natale, ha contribuito ancor di più a caricare d’emozione e d’attesa i ragazzi. L’indomani, assieme agli altri acierrini, Maddalena e Yari, hanno iniziato la giornata scrivendo la loro lettera al Papa, in cui hanno rivolto al Santo Padre i loro personali e più sinceri auguri di Buon Natale. Tutto era ormai pronto ed i ragazzi si son preparati per incontrare finalmente Papa Francesco. Dopo aver lasciato genitori ed accompagnatore, hanno affrontato i 126 gradini che li dividevano dalla sala delle udienze private, e son stati accolti da un caloroso clima di festa. Hanno ingannato l’attesa imparando le canzoni che avrebbero cantato al Santo Padre, in perfetto stile Acr; ripensando a quel momento, Maddalena continua ad intonare “1,2,3,4,5,6 Ciao”, oppure “Viene in mezzo a noi il bambino Gesù…”.

Dopo vari “falsi allarmi”, che ne annunciavano l’imminente arrivo, e che hanno messo in fibrillazione entrambi, il Papa ha fatto la sua comparsa accolto dai cori di benvenuto di tutti i presenti. A quel punto il Pontefice ha preso la parola, condividendo con i ragazzi una riflessione; la frase che ha colpito maggiormente Maddalena e Yari è stata “Parlate con i nonni, ascoltateli, perché loro hanno la sapienza del mondo!”. L’udienza è culminata con il momento più atteso e caratterizzante di tutta la giornata: il saluto individuale di Francesco ai presenti, partendo dal presidente nazionale, Matteo Truffelli, passando poi alla responsabile nazionale Acr, Teresa Borelli e all’assistente nazionale Acr don Marco Ghiazza, per giungere infine a tutti gli acierrini. “Visto da vicino, il Papa sembra molto più giovane che in Tv” esordisce Yari che prosegue: “Ha una stretta di mano forte e sicura”, “Me lo immaginavo più alto” ribatte Maddalena: queste sono le prime impressioni dei diretti interessati, che ricordano l’incontro col Papa con gli occhi ancora lucidi. Alla domanda su quale sia stata la cosa più bella ed inaspettata scaturita da questo incontro, Maddalena risponde: “Aver potuto stringergli la mano perché per me egli è santo ed aver potuto entrare in contatto con lui è stata un’emozione indescrivibile!”; Yari, dal canto suo, afferma: “Ciò che mi ha toccato di più è stata la carezza del Papa, perché non mi aspettavo un gesto così affettuoso da parte sua; ero così emozionato che sono a malapena riuscito a dire poche parole a bassa voce”.

Dopo le foto di rito e la partecipazione alla diretta Tv “Il diario di Papa Francesco”, i nostri ragazzi si son ricongiunti alle famiglie. “Appena terminato, mia figlia, con gli occhi lucidi, mi è corsa incontro e mi ha abbracciata, la sua gioia era palpabile!” racconta Erika che prosegue: “La sera ci siamo fermati a Roma a trovare la bisnonna; quest’ultima ci ha mostrato una sua foto che la ritraeva con altre giovani che, come lei appartenevano alla gioventù femminile di Ac. È stata una sorpresa per tutti! Dopo ciò che aveva detto il Papa riguardo ai nonni solo poche ore prima, ci è parso quasi un segno del destino”. Conclude Fiorenza: “Appena arrivato a casa, Yari ha iniziato a raccontarmi come un fiume in piena i due giorni appena trascorsi ed ha sentito il bisogno di risentire gli amici che si è fatto a Roma, quasi a voler perpetuare la bella esperienza vissuta”.

Speriamo che sia Yari che Maddalena possano farsi promotori con i loro coetanei e non solo, della gioia che ha pervaso i loro cuori durante questi indimenticabili giorni. Sicuramente è stata un’occasione formidabile di crescita personale, associativa e cristiana per entrambi!

Giulia Fanton

Potrete trovare tutte le foto al seguente link: https://flic.kr/s/aHskPpdJVC

oppure sulla nostra pagina Facebook Azione Cattolica Chioggia

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Dic 23

Buon Natale!

"Oggi si è impressa la divinità nell'umanità,
affinché anche l'umanità fosse intagliata nel sigillo della  divinità" 
(Da l'inno sulla Natività di S. Efrem il Siro)

Nella notte del Natale risuona ancora una volta e nuovamente per noi l’annuncio dell’angelo che “svegliandoci” ci invita ad accogliere un segno, il bambino. La parola “segno”, nel linguaggio comune, rischia di non trasmettere il significato più forte di questo avvenimento e, per di più, questo segno sembra proprio poco rispetto ai titoli che l’angelo attribuisce al neonato. Invece i “segni”, nella tradizione biblica, indicano sempre una svolta nella vita di chi li riceve e sono a sigillo di un patto tra Dio e la persona. Le parole di S. Efrem, sopra citate, riescono a comunicarci tutta la irreversibilità di questo dono di Dio fatto all’umanità: è come se nel Cristo suo figlio, Dio avesse finalmente messo la sua firma indelebile in calce alla creazione dell’uomo. L’uomo e Dio sono nella medesima persona, la creatura e la divinità sono provvidenzialmente uniti. Nella debolezza di questo segno Dio mostra tutta la sua forza.

Nelle nostre comunità parrocchiali, nelle quali parteciperemo alle celebrazioni natalizie assieme a molti altri nostri fratelli cristiani, sentiamoci “ultimi” ma “vigilanti” proprio come i pastori in quella prima di due notti che non furono più notte. Sentiamoci e facciamoci ultimi non fosse altro per chiudere la fila e assicurarci che tutti gli altri ci stanno già davanti in questo nostro cammino della vita, così da poterci accertare che nessuno è rimasto indietro. Gli ultimi, che saranno poi primi, sono proprio coloro avranno la pazienza di accompagnare e favorire il cammino di tutti gli altri.

Prendiamolo come impegno per questo anno associativo che ci vedrà coinvolti nel rinnovo delle responsabilità parrocchiali e diocesane, perchè innanzitutto sappiamo dimostrare ancora una volta cosa significa mettersi a servizio degli altri e non di se stessi. Prendiamolo come impegno in vista della visita pastorale del nostro vescovo, per tutto il prossimo triennio, perchè all’AC il vescovo Adriano (lo scorso 8 dicembre) ha chiesto di farsi fermento nelle comunità parrocchiali lì dove è presente l’associazione. Il tempo che ci sta davanti se da una parte ci consegna degli impegni forti, e i timori non mancano a motivo della nostra umana inadeguatezza, dall’altra può rappresentare veramente l’occasione di una ripresa non solo associativa ma dell’intera chiesa clodiense.

Celebriamo nella Gioia questo Natale che ci chiede la capacità di leggere con l’occhio della fede gli eventi della nostra storia associativa ma rendiamoci, come lo è Cristo, dono credibile e concreto.

Don Simone Zocca

Assistente unitario e del settore Adulti

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Dic 19

IN USCITA IL DOSSIER DELLA PACE 2017

IN USCITA IL DOSSIER DELLA PACE 2017

Lo strumento rivolto a catechisti ed educatori per vivere al meglio il Mese della Pace

Anche quest’anno è giunto il momento di progettare e vivere insieme il Mese della Pace. Il 1 Gennaio 2017 il Santo Padre e tutta la Chiesa celebranno la giornata per la Pace dal tema « La non violenza: stile di una politica per la pace». L’Azione Cattolica diocesana si fa promotrice di eventi pubblici rivolti a tutti la cittadinanza per riflettere sul tema, con la speranza di vederci attuare tutti politiche incentrate sulla forza del diritto e della giustizia. La pace infatti è dono di Dio, ma è affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo (Papa Francesco, messaggio per la XLIX giornata mondiale della Pace).

Il culmine di questo mese di preparazione sarà La Marcia della Pace della nostra diocesi che si svolgerà in collaborazione con Il Masci, Il Mappamondo, l’Oratorio Salesiano e la Pastorale Giovanile diocesana, il giorno 22 Gennaio 2017 a Chioggia dalle 14.30 alle 16.30 circa.

In attesa del programma dettagliato della giornata vi invitiamo a prendere visione del Dossier di riflessione preparato da un’equipe di educatori, con attività per bambini e ragazzi, e scaricabile dal sito dell’AC diocesana www.azionecattolicachioggia.it a partire da Domenica 18 Dicembre. E’ indirizzato a catechisti, insegnanti ed educatori che vogliano trovare spunti di riflessione ed attività da proporre ai loro ragazzi. I film, libri e canzoni suggeriti nel dossier affrontano il tema della «  non violenza » sotto vari punti di vista.  Le attività sono calibrate a seconda delle varie fasce d’età dei ragazzi ; ai bambini delle elementari vengono proposti cartoni animati e la costruzione di un simbolo da portare con sè il giorno della marcia (la medaglia della pace), mentre ai ragazzi delle scuole medie e superiore vengono suggeriti film e successiva attività di cineforum o esperienze che possano essere correlate alla tematica.

Agli adulti e ai giovani vengono suggeriti film e libri oltre all’invito a partecipare al convegno pubblico.

Per qualsiasi comunicazione o richiesta di informazioni fare riferimento all’indirizzo mail infogiovani.ac@gmail.com oppure al numero di telefono 333-3495391 (Eleonora Zorzan, Responsabile Diocesano ACR).

Buon Mese della Pace, che sia occasione di incontro, confronto, crescita e soprattutto di misericordia.

                                                                     Eleonora Zorzan

Dossier Marcia Pace _2017

Dossier nazionale pace 2017

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Dic 18

Festa del Ciao 2016

Come da tradizione le attività dell’ACR e dei Giovanissimi della Diocesi sono iniziate con la tradizionale festa del Ciao. La parrocchia scelta quest’anno è stata la parrocchia di Ca’ Tiepolo. Il tema associativo annuale è CIRCOndati DI GIOIA con il duplice senso di essere circondati e farsi circondare dalla gioia. Per qualche ora l’annesso patronato si è trasformato in un grande circo degno degli Orfei, dove un mago illusionista, equilibristi, pozioni magiche, – mancavano solo gli animali!!!-  hanno animato il pomeriggio dei bambini provenienti da Cavarzere,Loreo, Rosolina e dalla stessa unità pastorale ospitante.

Non è mancato il divertimento per i giovanissimi attraverso una divertente e animata caccia al tesoro.

infine un momento apposito di approfondimento per i genitori convenuti assieme ai ragazzi.

Un ottimo lavoro di squadra, condito poi con un’abbondante merenda preparata dalle mamme ospitanti.

Il punto culminante è stata la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Adriano  che dopo aver commentato i testi della liturgia ha attirato l’attenzione sui concelebranti: l’assistente unitario don Simone Zocca, don Yacopo assistente giovani e acr, e don Matteo Scarpa. Nell’occasione il Vescovo, ha comunicato il passaggio di ruolo fra questi due.

Il presule ha sottolineato il ruolo dell’Azione Cattolica come associazione che agisce verso tutti a nome della Chiesa, per annunciare il suo messaggio di gioia, di speranza e di pace.

È stata una giornata che ha visto tanti ragazzi mettersi in gioco e che allo stesso tempo ha mostrato il volto giovane e bello di chiesa, di cui ci ricorda sempre papa Francesco. Una chiesa come ricordava ai giovani a Cracovia non distesa sul divano, ma capace di mettersi in movimento, di far sentire la sua voce è la sua gioia con la preghiera e con il canto come è stato nella liturgia eucaristica.

Essere chiesa è bello, seguire il Maestro è fonte di gioia e fonte della vera vita!

Un ringraziamento a quanti hanno reso possibile la giornata, agli animatori, ai bambini, ai ragazzi, e circondiamoci di gioia!!

 

Don Yacopo e Don Matteo

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Dic 08

8 Dicembre: BELLA STORIA!

Bella storia! è lo slogan che ha connotato la Festa dell’adesione di questo anno associativo. E non a caso perché l’Azione Cattolica Italiana si presta a compiere 150 anni. Nel dirlo sento commozione e soddisfazione pensando a quanto l’AC ha significato nella storia della Chiesa ma anche dell’Italia. Nel contempo sento anche la gioia data dall’appartenenza  a questa bella storia entusiasmante ed avvincente, che ci fa camminare INSIEME per la missione apostolica della Chiesa  e per far belle le città e  i paesi della nostra diocesi.   Il camminare insieme è il valore intrinseco dell’essere associazione perché siamo certi che le cose belle possono essere realizzate stando insieme. Posso realizzare i sogni della mia vita solo intrecciandoli con i sogni degli altri. I 150  anni dell’Azione Cattolica sono la storia di cuori che hanno avuto sempre la voglia di stare insieme, di sognare insieme e di camminare insieme.

In questa bella storia tutti, dagli adultissimi ai bambini dell’ACR, passando per gli adulti, i giovani e i giovanissimi, hanno segnato un tratto di strada significativo con una gioiosa testimonianza personale di vita in famiglia, tra gli amici, nella società civile e nella comunità cristiana, ma anche con la testimonianza comunitaria  espressa attraverso l’associazione nel  servizio generoso alla Chiesa e al mondo.

Non sono potuti essere che gioia e gratitudine i sentimenti provati nella Festa dell’adesione 2016 in cui abbiamo rinnovato attraverso la tessera l’appartenenza a questa bella storia.  Infatti ogni tessera di Ac è una storia originale che parla di ciascuno, di un pezzo di vita che ha trovato radici nella proposta associativa e che rende protagonisti di un racconto più grande.

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Dic 05

8 dicembre: Festa dell’Adesione

Agli Aderenti

Giovani ed Adulti di Azione Cattolica

Carissimi,

ci avviciniamo ormai all’8 dicembre, che da sempre è per l’Azione Cattolica il giorno in cui bambini, ragazzi, giovanissimi, giovani e adulti rinnovano il sì di all’Associazione e alla Chiesa.

Quest’anno la Festa dell’Adesione si colloca in un anno importante, l’anno assembleare, che vede tutta l’associazione impegnata nel  cammino che porta al rinnovo delle responsabilità e ad individuare le linee guida per il prossimo triennio. Per questo ancora di più l’8 dicembre sia un momento importante e bello, in cui ciascuno rinnovi con convinzione la propria scelta di appartenere a Cristo e alla Chiesa attraverso l’Associazione, sperimentando l’amore di Dio e rispondendo con gioia alla Sua chiamata a servire la Chiesa nel mondo di oggi.

L’8 dicembre, ricorrenza dell’Immacolata Concezione,  sia vissuto nelle nostre comunità parrocchiali affidando a Maria i gruppi, i soci e simpatizzanti che ogni giorno testimoniano la bellezza di essere toccati dall’amore misericordioso del Signore, raccontando le belle storie che rappresentano il volto bello dell’AC.

Anche quest’anno vogliamo vivere l’8 dicembre tutta l’Associazione insieme al Vescovo Adriano a Chioggia nella Parrocchia di Sant’ Andrea Apostolo . L’appuntamento è alle ore 15,30 in chiesa per la Celebrazione della Parola, cui farà seguito un momento di fraternità presso le opere parrocchiali.

In attesa di incontrarvi tutti, vi salutiamo fraternamente.

 

 La Presidenza Diocesana di AC

 

 

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