Lug 14

“LE BEATITUDINI: Fare nuove tutte le cose”. Tre giorni di riflessione biblica e sociologica

Dal 30 giugno al 2 luglio a Caviola di Falcade, nella splendida cornice delle Dolomiti Bellunesi, si è svolto il Camposcuola del Settore adulti  dell’Azione Cattolica Diocesana, che aveva come tema

“ Le Beatitudini: fare nuove tutte le cose”.

Relatori sono stati il nostro vescovo, mons. Adriano Tessarollo, che ha proposto la riflessione biblica, e la dott.ssa Silvia Landra, psichiatra e presidente AC della Diocesi di Milano.

Il campo è stato la logica conclusione del percorso formativo che gli iscritti e i simpatizzanti AC hanno seguito nel corso dell’anno 2016/17.

Le Beatitudini nell’attuale società rappresentano un qualcosa di incomprensibile perché contrarie a tutti quei valori e comportamenti che  offre.

In realtà le Beatitudini sono un manifesto attraverso il quale Gesù invita  a riflettere e a provare per trasformare la Vita e la Storia.

Un cambiamento di prospettiva che deve improntare lo stile di vita di ciascuno e che, se accettato e perseguito, diventa una vera e propria rivoluzione come lo è stato l’operare di Gesù, che oltre a insegnarle ai suoi discepoli le viveva in prima persona.

Mons. Adriano ha messo in rilievo come non siano “ soltanto una promessa, ma una proclamazione……. Che… assicurano già nel presente gioia e bellezza di vita, come un anticipo” di qualcosa che avverrà a compimento.

Ha aggiunto che “ la chiesa incarna il Vangelo e questa incarnazione è mediata dal tempo, pertanto essa che vive nel tempo assume le caratteristiche del tempo”.

Quindi le Beatitudini aprono “ la Nuova Legge” del “ Nuovo Mosè” per “ il Nuovo Popolo” e “ tracciano la via cristiana alla felicità

Essa sta nell’affidarsi totalmente all’amore di Dio, nel riamare Lui e gli Altri fino al dono totale di sé.

La via della fede e dell’amore….. riscatta anche le situazioni negative e le apre alla Vita e alla Gioia”

La dott.ssa Silvia Landra, nel suo intervento, ha illustrato le tre caratteristiche del nostro tempo che incidono sulle incertezze delle persone.

Si tratta del Polimorfismo, cioè le varie possibilità di percorsi che disorientano anche le menti più acute, della Frammentazione, che incide sulla sofferenza della persona, ed infine dell’Indeterminazione che crea ambiguità in riferimento all’autorità e alle gerarchie.

Oggi c’è una corsa a spettacolarizzare la vita, che contribuisce alla presenza di una maggiore confusione ed incide negativamente sull’interiorità.

“Noi, come credenti, non possiamo stare al di fuori perché, seguendo Cristo, noi siamo dentro questa cultura e siamo fratelli con i nostri fratelli”.

Il punto di partenza è “ Ama il prossimo tuo come te stesso”.

“Ciò ti porta ad avere un continuo dialogo con il tuo IO.

Hai sempre qualcosa da raccontare al tuo Io interiore”.

Quindi interiorità è dialogo. Il Vangelo è dialogo.

Ecco quindi la riscoperta del dialogo col proprio Io.

Ognuno di noi, ha aggiunto la relatrice, ha una coscienza sana; dialogando con lei si possono vivere le Beatitudini, che sono la carta della felicità  che Dio ci ha dato in dono e che Cristo ha incarnato nella Sua vita.

Poveri, perseguitati, sofferenti,miti e affamati sono chiamati ad edificare il Regno di Dio, da cui sono esclusi tutti quelli che si lasciano guidare dalle passioni, dal guadagno, dal potere, dalla carriera e dal dominio sugli altri.

Che cosa deve fare l’uomo?

La Dottoressa invita ogni persona a:

Vivere la vita come un percorso, ascoltando la propria interiorità e assumendo le proprie responsabilità;

Raccontare la Vita;

Vivere una socialità lasciando parlare l’altro e abbandonando i pregiudizi, figli del nostro tempo.

Naturalmente alla fine delle due relazioni ci sono stati i lavori di gruppo, le cui sintesi sono state esposte nella giornata di domenica e che saranno tenuti in considerazione nella programmazione di settore.

Carmelo Genovese

Vice Presidente settore Adulti

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Lug 07

Loreo: Azione Cattolica e gruppo Pollicino

Domenica 25 giugno l’Azione Cattolica di Loreo ed il gruppo Pollicino hanno concluso le attività dell’anno. Dopo la messa delle 9.30, bambini, ragazzi ed adulti si sono ritrovati presso il centro parrocchiale per un momento di gioco e divertimento. Divisi in squadre si sono sfidati a colpi d’ingegno in un’avvincente caccia al tesoro, sotto la supervisione degli educatori e dei giudici. È stato molto bello vedere la cooperazione ed il coinvolgimento di tutti, in perfetto stile AC. Dopo la proclamazione della squadra vincente è seguito un momento di convivialità molto familiare. I volontari del circolo NOI parrocchiale hanno preparato l’aperitivo, l’antipasto ed il primo, mentre per il secondo si è optato per la condivisione di succulente pietanze preparate da tutti i partecipanti. Il clima di festa non è stato guastato nemmeno dal violento nubifragio che ha costretto tutti a ripararsi all’interno del centro.

L’occasione è stata poi arricchita dalla presenza del nostro assistente parrocchiale don Angelo Vianello, da don Simone Doria e della presidente diocesana Biancarosa Boscolo. Servizio, condivisione e famiglia sono state le parole d’ordine dell’intera giornata. La foto di gruppo con le torte fatte preparare dai volontari ne è la prova tangibile!

Tutto si è concluso con la visione in teatro dei due DVD inerenti alle esperienze dell’anno di Pollicino, che ha approfondito con i bambini della materna il tema della famiglia, e del gruppo dell’Azione Cattolica, dove il circo ha fatto da sfondo a tutte le varie articolazioni: ACR, giovanissimi ed adulti.

La partecipazione totale è stato un risultato molto importante e soddisfacente (60 il numero dei partecipanti).

Le parole conclusive della presidente diocesana hanno scaldato il cuore; Bianca ha affermato che era da molto che non viveva direttamente un clima di vita associativa così intenso. Ha ricordato inoltre che l’AC è una realtà fortemente inclusiva ed aperta, senza distinzioni di età, ceto sociale o titolo di studio.

Di certo sappiamo che dobbiamo continuare a diffondere instancabilmente il Seme buono del Vangelo, non rimanendo confinati all’interno del nostro gruppo, ma aprendo gli orizzonti a tutto il mondo in cui viviamo ed in cui siamo chiamati sempre a farci testimoni gioiosi e credibili.

Grazie di cuore a tutti colori che hanno condiviso con noi questo intenso anno associativo e questa bellissima giornata conclusiva: grazie ai volontari del centro per averci supportati ed aiutati per il pranzo; grazie ai genitori, ai ragazzi ed ai bambini per la loro presenza non solo alla festa ma anche al percorso di crescita dell’intero anno; grazie per l’accompagnamento e l’impegno profuso agli educatori, alle animatrici ed a tutta la presidenza parrocchiale, una per tutti alla nostra presidente Carmen Palella per aver organizzato e coordinato le attività e la scansione dell’intera giornata e per essersi fatta promotrice per la partecipazione alle iniziative parrocchiali, diocesane e nazionali, ed al nostro assistente e parroco don Angelo Vianello per la presenza paziente e gioiosa e per l’accompagnamento spirituale; grazie a Michele Panajotti, economo uscente della presidenza nazionale, e a Luisella Siviero, presidente diocesana uscente, che ci hanno dimostrato con la vita e con l’esempio la vera Passione Cattolica dell’associazione, di cui ci ha parlato anche Papa Francesco il 20 aprile in Piazza San Pietro; ed infine grazie alla nostra presidente diocesana Biancarosa Boscolo per le parole d’incoraggiamento, di stima, di sostegno e di calorosa vicinanza e per aver accettato di partecipare alla nostra festa.

Giulia Fanton

 

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Mag 26

Estate: tempo di campi!

Estate: tempo di caldo, sole, vacanze… Ma anche tempo per fermarsi, ritagliarci degli spazi per noi stessi, per le nostre passioni, per tessere nuove relazioni. E’ proprio con questo spirito che anche quest’anno l’AC diocesana propone i campi estivi! Momenti indispensabili per tirare le somme dell’anno appena trascorso e gettare uno sguardo entusiasta verso il futuro. Ma anche occasioni per conoscere più da vicino l’associazione per chi ancora non ne fa parte!

Di seguito troverete la locandina e e brochures di campi di ogni settore ed articolazione.

Diffondete questa opportunità a tutte le vostre comunità!

Vi aspettiamo numerosi!

La presidenza

locandina campi AC

volantino campo adulti 2017

volantino campo giovanissimi 2017

volantino campo ACR 2017

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Mag 16

#150AC e XVI Assemblea Nazionale

Storia di continuo rinnovamento                                                                                                                                      XVI Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana                                                                                              Grande ispirazione nelle parole del Papa. L’invito a guardare al futuro

Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale è il mandato della XVI Assemblea dell’A.C. nazionale agli associati, svoltasi dal 28 aprile al 1° maggio alla Domus Pacis a Roma: un’esperienza associativa, ecclesiale, comunitaria di democraticità vissuta nel segno della gioia, della fiducia, della speranza. Ci ha arricchito personalmente (eravamo in quattro della nostra diocesi), ci ha fornito strumenti culturali ed operativi per comprendere, operare discernimento e rinnovarci in ordine ai nostri impegni di responsabili di A.C. Il titolo dell’Assemblea è una consegna risuonata in ogni manifestazione e in ogni contributo: dalla lettera inviata all’A.C. dalla CEI, alla relazione del presidente Matteo Truffelli, al saluto di Paul Jacob Bhatti… all’intervento di Enzo Bianchi, alle omelie dei vescovi che hanno presieduto le diverse celebrazioni liturgiche, alla discussione sul documento assembleare.                                                                                                                                                                                   Nell’incontro in Piazza S. Pietro con papa Francesco si è compiuto, sul sagrato della basilica, il gesto significativo di riempire un’anfora con la terra di ogni diocesi (anche la nostra) e quella di nazioni appartenenti alla F.I.A.C. a dimostrare l’unità e la presenza nel territorio italiano dell’A.C., in unione a quello internazionale.                        Quale messaggio e quali attività per il prossimo triennio?                                                                                                       Fare nuove le cose non si riduce a fare delle cose nuove, diverse, “originali”, ma ci spinge ad aprirci alla novità del nostro tempo e a lasciarci interpellare da essa.

 “Non siamo noi che facciamo nuove tutte le cose, ma a noi la novità è donata ed affidata. A noi è chiesto di lasciarci permeare dalla novità di fare nuova la nostra vita e concorrere così a fare nuova la vita del mondo… è la novità che nasce dalla misericordia, che perdonandoci dona un tempo nuovo alla nostra vita…”                                                                                                                                                                           (Documento assembleare).

La storia dell’A.C. è una storia di continuo rinnovamento: custodire e lasciarsi orientare dal futuro per radicarci in esso, per cercare di comprendere la novità del tempo che ci è affidato e capire, alla luce della Parola, come farci carico di esso. “È dal futuro che riceviamo la speranza che ci consente di abitare il presente con senso di responsabilità verso di esso e con senso di gratitudine per il passato”.                                                                          La nostra è una storia che è cresciuta nel tempo e ha portato frutti grazie a uno stile che possiamo definire “sinodale”: è storia di passione per la Chiesa e per il mondo, per l’umanità.                                                                    È necessario recuperare il senso del tempo, dei processi lunghi, della semina fiduciosa che si affida all’opera del Signore; “sfrondare tutto ciò che non è essenziale per andare all’essenziale, cioè all’annuncio di Cristo morto e risorto per noi…”, alla cura della vita spirituale di ciascuno, al farsi custodi della concretezza della vita e del percorso attraverso cui la vita di ciascuno prende forma: perciò sempre percorsi formativi curati e di spessore, ma popolari.

Biancarosa Boscolo, presidente diocesana

 

Un’esperienza da condividere                                                                                                                                                 Il racconto di Giulia e Luca

Partecipare a questa XVI Assemblea nazionale è stata una novità sia per me che per Luca. Respirare la dimensione nazionale è sempre una boccata d’ossigeno sia a livello personale che associativo, perché permette di assaporare la bellezza di una dimensione più ampia. Di sicuro, a differenza di altre esperienze nazionali, che entrambi abbiamo avuto modo di vivere, questa ci ha fatto sentire in modo tangibile la responsabilità che noi tutti come aderenti abbiamo verso l’associazione, la Chiesa e la società in cui viviamo. Questa responsabilità però non è un qualcosa che schiaccia, bensì è “un carico leggero”, portato non da soli ma con altri nostri coetanei ed adulti. Abbiamo avuto modo di sperimentare la bellezza di sentirci parte di una famiglia allargata, fatta di volti nuovi con cui stringere amicizia, e da altri, già incontrati in altre occasioni e che rivedere ci ha riempito il cuore di gioia.                                                                                                                                                                                               Tra i vari interventi a cui abbiamo assistito quello che mi ha maggiormente colpito è stato quello di Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose, il quale ci ha ammonito dapprima a non rimanere rintanati nell’abside delle chiese, ormai occupate da pochi prelati, e nemmeno a rimanere al sicuro all’interno della navata, ritenendoci dei pochi eletti ormai arrivati e migliori degli altri; bensì ci ha spronato a vivere negl’atri, sulle soglie, dove sono gli ultimi, anzi, a spingerci ancor oltre, sulle piazze, dove il mondo vive. Il richiamo ad essere missionari, già fattoci dal presidente Matteo Truffelli ed anche da Papa Francesco domenica in piazza San Pietro. Portatori di fiducia e speranza, questo è quello che ci viene chiesto; compito non sempre facile, ma possibile se fatto alla luce del Vangelo.                                                                                                                                                                                          Per Luca invece il momento più significativo è stata la discussione in sottogruppi, da noi scelti in base all’argomento, del capitolo 5° del documento assembleare. E’ stata un’occasione di condivisione di gruppo, riflessione e rielaborazione sui contenuti del documento, che ci ha permesso di contribuire attivamente alla sua stesura definitiva. Tale compito che ci è stato affidato ci ha fatto sentire protagonisti e corresponsabili dell’orientamento dell’associazione per il prossimo triennio. Riconoscerci nei valori e nei fondamenti dell’Azione Cattolica ci ha resi orgogliosi e sempre più convinti che optare di far parte di essa è davvero la scelta migliore della nostra vita.                                                                                                                                                                                  Sono stati quattro giorni intensi, carichi di contenuti, di gioie, di preghiera e condivisione; momenti scanditi dalla storia della nostra associazione, alla quale guardare con occhi che scrutano l’essenziale che racchiude, la forza propulsiva che essa ha avuto per tanti altri movimenti laicali, ma senza rimpianti o nostalgie, bensì aperti ed in grado di osservare con amore la storia che stiamo vivendo e di cui siamo parte, per rispondere prontamente alle sfide ed ai bisogni che ci vengono posti dinnanzi, qui ed oggi! Siamo “Custodi del futuro” e “viandanti della fede”. Sta quindi a noi non custodire gelosamente questa esperienza nel cuore, ma riversarla con gratitudine all’interno delle nostre parrocchie e della nostra diocesi: impegno preso!

Giulia Fanton, Responsabile diocesana del settore giovani

Luca Tosin, Vice-responsabile diocesano ACR

Ben centocinquant’anni di storia                                                                                                                                           …E che passione!

L’incontro di Papa Francesco con il popolo dell’Azione Cattolica italiana nel 150esimo anniversario della nascita dell’associazione ha avuto il sapore di una festa in famiglia. Che sensazione sentirsi “a casa” in piazza San Pietro, luogo simbolico del cuore della Chiesa. E come si fa ad ogni festa “in casa” ci si lascia accompagnare dai ricordi della vita che hanno segnato un cammino. Assieme ai ricordi emergono vivide le emozioni per le esperienze vissute e per quelle che si sono sentite solo raccontare ma che appartengono comunque alla memoria storica di tutti, perché quello che siamo oggi è frutto di un intreccio di vite e testimonianze.                                                                                                                                                                           Papa Francesco, nel suo discorso, ha riassunto 150 anni di storia in una breve ed efficace descrizione: “una storia di passione per il mondo e per la Chiesa, dentro cui sono cresciute figure luminose di uomini e donne di fede esemplare, che hanno servito il Paese con generosità e coraggio”. Una storia di passione…                            Le parole del Papa sono andate però subito al punto: adesso si tratta di essere all’altezza di questa storia. L’invito del pontefice non è un semplice augurio ma una chiamata. Colgo dal discorso accorato del pontefice una conferma e un rilancio dell’apostolato dei laici in questa forma associativa quale scelta pastorale vitale per tutto il popolo di Dio che gode i frutti di questa dedizione particolare. Ricordando il legame con la Chiesa e i pastori che caratterizza tutto l’agire dell’AC (nella passione educativa, nel servizio della carità, nell’impegno politico e nel confronto culturale), l’impegno di AC è radicato nella parrocchia, che non è una struttura caduca, e nel servizio alla chiesa diocesana. Chiamati a vivere con forza la fede lì dove siamo con l’apertura missionaria che richiede l’annuncio del Vangelo. Particolarmente significativo è quest’altro quadretto che Papa Francesco tratteggia: “Allargate il vostro cuore per allargare il cuore delle vostre parrocchie. Siate viandanti della fede, per incontrare tutti, accogliere tutti, ascoltare tutti, abbracciare tutti.” Allargare il proprio cuore per fare posto a casa propria; essere viandanti della fede per accompagnare tutti, riscaldare il cuore di tutti, come apostoli con la gioia del Risorto che non so “gloriano” della loro esperienza ma desiderano comunicarla “gettando il seme buono del Vangelo nel mondo”. Per un aderente di AC appartenere all’associazione è vocazione e scelta, per una chiesa diocesana promuovere questo laicato è una scelta evangelica responsabile.

Don Simone Zocca, Assistente unitario

A Roma con l’Azione Cattolica                                                                                                                                                Azione cattolica e Passione cattolica

“Passione cattolica: grande amore per il mondo e per la chiesa” questo è ciò che deve ritornare a caratterizzare sempre di più il nostro appartenere all’Azione Cattolica, secondo Papa Francesco e questo è stato il cuore del suo messaggio che domenica 30 aprile egli ci ha rivolto a Roma, in occasione del nostro 150esimo compleanno associativo. Dalla nostra diocesi siamo partiti in 46 da provenienti da Chioggia, Sottomarina, Cavarzere e Loreo emozionati perché consapevoli di recarci a vivere un momento associativo importante per la nostra associazione, ed è stato così. Papa Francesco ha ricordato che anche lui è “figlio” della nostra associazione perché suo papà e sua nonna erano iscritti all’azione cattolica e ieri, in un certo senso, ha continuato il discorso iniziato con noi nel 2014, quando a conclusione della XV assemblea elettiva ci aveva consegnato tre verbi: “restare” saldi in Cristo, “uscire” dalle nostre chiese per aprirci al mondo, “gioire” del nostro essere cristiani. È dal verbo “uscire” che è ripartito anche se non in modo esplicito, ma ammonendoci che “avere una bella storia alle spalle non serve per camminare con gli occhi all’indietro, non serve per guardarsi allo specchio, non serve per sedersi comodi in poltrona (…) per riconoscerci eletti che stanno bene assieme e basta”. Non dobbiamo “autoconservarci”. Dobbiamo tornare ad essere un popolo che cammina all’interno del mondo, per prenderci cura di tutti coloro che vivono nel mondo. Dobbiamo tornare ad essere missionari e per farlo, dobbiamo essere prima di tutto noi consapevoli che il Signore ci ama di un amore infinito, per amare gli altri e il creato allo stesso modo e prendercene cura. È la vocazione del laico quella di “vivere la santità del quotidiano”, ad essere “viandante della fede”. Per questo ci ha esortati a portare avanti la nostra esperienza apostolica vivendo in parrocchia e partendo da essa, perché è “ambito di crescita, di ascolto della parola, di dialogo, di accoglienza, di annuncio, di esercizio della carità generosa”. Come al solito l’itinerario che ci delinea il Papa non si traduce in un facilissimo e spensierato cammino, ma in un percorso da costruire giorno per giorno con gioia, pur consapevoli che non può essere evitata la fatica e accompagnati dall’aiuto della preghiera, dall’eucarestia e dal dialogo reciproco.

Gamba M. Cristina

 

Agire e pensare come Gesù                                                                                                                                                La riscoperta di una famiglia più grande e più bella

La mia esperienza in AC è iniziata da un paio d’anni, su invito di una mia amica. Devo ringraziarla perché mi ha fatto incontrare un’associazione che mi fa star bene e mi permette di essere me stesso. Quando mi è stata fatta la proposta di partecipare al viaggio a Roma non ho esitato ad accettare! Il viaggio è stato piacevole; siamo arrivati a destinazione ancor prima che sorgesse il sole. Nonostante mi sia reso subito disponibile a distribuire i kit ed i Pass ai miei compagni di viaggio, non mi son lasciato sfuggire la bellezza di Roma all’alba: era la prima volta che visitavo la capitale, e l’atmosfera di quella mattina l’ha resa ai miei occhi ancor più magica! La coda è stata la parte più dura, ma ne è valsa la pena.                                                          Una volta preso posto ed aver iniziato ad ascoltare la storia della nostra associazione, mi ha riempito il cuore d’orgoglio,       orgoglioso di farne parte! Ancor oggi trovo difficile esprimere a  parole il turbine di emozioni che ho provato!                                                                                                                              Il momento più emozionante per me è stato senza dubbio l’arrivo di Papa Francesco in piazza San Pietro, perché per me è un esempio. Mi piace molto, lo trovo innovativo nelle idee e nel suo modo di porsi con le persone. Fremevo, volevo avvicinarmi per potergli fare una foto, ma purtroppo non ci sono riuscito e di questo mi rammarico un po’.                                                                                                                                                                       Terminato il giro della piazza, la mia attenzione era rivolta completamente alle sue parole. Ciò che mi ha maggiormente colpito è stato il fatto che ha raccontato che la nonna ed il papà erano dell’AC e che quindi lui si sentiva come in famiglia. È stata per me una gioia immensa, perché l’ho sentito ancor più vicino.                     Passione cattolica, ecco cosa ci accomuna! Uno stile di vita basato sulla dedizione e sull’amore per ciò che si fa e per il prossimo. Non si tratta di un’imposizione o di un mero impegno da segnare sull’agenda ma proprio di agire e pensare come Gesù. Questa per me è l’AC!                                                                                                                  E la giornata di domenica 30 maggio è stata come partecipare alla festa di compleanno di un familiare comune a tutti noi accorsi in piazza, anche se non ci conoscevamo, anche se provenivamo da diverse parti d’Italia e del mondo, ma con un unico e grande amore: la nostra storia, fatta di vite e volti che da 150 anni camminano per le vie del mondo e chiedono anche a noi oggi di proseguire quel viaggio, inseguire quel sogno che nel lontano 1867 ha mosso due giovani ragazzi poco più grandi di me.                                                                                                     Amici rumorosi e festanti, con la voglia di divertirsi, come del resto in ogni festa dev’essere per poterla chiamare tale.                                                                                                                                                                                              Porterò sempre nel cuore questo viaggio, le emozioni vissute, la gioia di vedere, seppur da lontano, Papa Francesco, i volti raggianti di tanti giovani, ragazzi e adulti che condividono con me la stessa passione. Ho riscoperto una famiglia più grande e bella.

Patrick Mantovani (15 anni, Loreo)

Mettetevi in politica, nella grande politica, nella Politica con la maiuscola! 

Ha riletto volentieri il messaggio che il papa ha rivolto ai membri dell’Azione Cattolica riuniti in Piazza san Pietro il 30 aprile scorso per celebrare i 150 anni dalla fondazione dell’Associazione.                                                                                   Di tutto il messaggio vorrei richiamare alcuni passaggi che ho visti incarnati concretamente nella figura di mio papà, che proprio oggi 8 maggio, mentre scrivo, compirebbe 118 anni, ma che è morto 30 anni fa, all’età di 89 anni meno qualche mese. L’ho visto sempre attivo nella vita parrocchiale e politica locale, rispondendo così all’impegno e alla formazione maturati nell’Azione Cattolica. Erano anni quelli in cui in cui forse era più facile vivere da “discepoli di Gesù e… come testimoni gioiosi del suo amore nel mondo”. Io lo ricordo motivato, come dice il papa, a “vivere l’incontro con il Signore” e la “vocazione alla santità” nel condividere la fede in famiglia e nella comunità e nel servire il territorio con generosità, coraggio e rettitudine, come le tante figure cresciute nell’Azione Cattolica, che il papa ha ricordato per nome. Ma il papa ha pure ricordato che la bella storia dell’Azione Cattolica che sta alle spalle deve diventare stimolo a guardare avanti per rivivere come in passato un amore grande per Gesù e per la Chiesa. “Anche oggi siete chiamati a proseguire la vostra peculiare vocazione mettendovi a servizio delle diocesi, attorno ai Vescovi – sempre -, e nelle parrocchie – sempre -, là dove la Chiesa abita in mezzo alle persone – sempre… La parrocchia è lo spazio in cui le persone possono sentirsi accolte così come sono, e possono essere accompagnate attraverso percorsi di maturazione umana e spirituale a crescere nella fede e nell’amore per il creato e per i fratelli”.                                                         La spiritualità dell’Azione Cattolica, ha continuato il papa, si realizza “nella vocazione tipicamente laicale a una santità vissuta nel quotidiano” da dove si attinge “la forza e il coraggio per vivere la fede rimanendo lì dove siete, facendo dell’accoglienza e del dialogo lo stile con cui farvi prossimi gli uni agli altri, sperimentando la bellezza di una responsabilità condivisa”. Quanto c’è oggi proprio di questa spiritualità incarnata, dialogante, aperta! Continua papa Francesco: “Questo è vero però solo se la parrocchia non si chiude in sé stessa, se anche l’Azione Cattolica che vive in parrocchia non si chiude in sé stessa, ma aiuta la parrocchia perché rimanga in contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi”. C’è bisogno di una Azione Cattolica che diventi, per dirla con una espressione ancora di papa Francesco, “Passione Cattolica”. E mi piace ricordare che tra queste ‘passioni cattoliche’ il papa annovera anche la passione politica: “Sentite forte dentro di voi la responsabilità di gettare il seme buono del Vangelo nella vita del mondo, attraverso il servizio della carità, l’impegno politico, – mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la maiuscola! – attraverso anche la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale… Nessuno può sentirsi esonerato dalla preoccupazione per i poveri e per la giustizia sociale… Rimanete aperti alla realtà che vi circonda. Cercate senza timore il dialogo con chi vive accanto a voi, anche con chi la pensa diversamente ma come voi desidera la pace, la giustizia, la fraternità. È nel dialogo che si può progettare un futuro condiviso. È attraverso il dialogo che costruiamo la pace, prendendoci cura di tutti e dialogando con tutti”. Di questa passione ha bisogno la Politica con la P maiuscola. Essa non va lasciata ai faccendieri, a chi cura i propri affari attraverso di essa, a chi se ne serve per un predominio ideologico e culturale cui sottoporre i popoli per meglio dominarli. C’è bisogno di rettitudine, di coraggio, di onestà, di sacrificio, di preparazione, competenza e coerenza per servire l’uomo rispettandone la dignità e rispettando il creato e le sue leggi, una politica dove il ‘dio denaro e la sete di potere’ non la facciano da padroni sulla vita e sulla pelle della gente

+ Adriano Tessarollo

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Mar 15

#150 Futuro Presente! Celebrazioni dei 150 anni dalla nascita dell’Azione Cattolica Italiana

 

 

 

Sabato 29 aprile 2017, a Roma in Piazza San Pietro l’incontro con Papa Francesco darà inizio alle celebrazioni per i 150 anni dell’Azione Cattolica Italiana. #AC150 Futuro Presente è il titolo dell’evento. Un’occasione unica per fare memoria grata della storia che ci ha preceduto, ringraziare per questo tempo straordinario che ci è donato ora e progettare un futuro ancora più bello. L’invito è per tutti coloro, soci e non, che vorranno essere presenti e festeggiare la nostra associazione.

 

 

La nostra diocesi sta ultimando i preparativi per partecipare a questo evento. Di seguito troverete tutte le info per partecipare.

 

 

 

 

Note tecniche:

Partenza col pulman nella tarda serata di venerdì 28 aprile.

Rientro nel tardo pomeriggio/prima serata di sabato 29 aprile

Costo a persona: massimo 35 euro

Programma del 29 aprile

Roma Piazza San Pietro 29 Aprile 2017

Programma di massima

Ore 7.00         Ingresso in piazza San Pietro

Ore 9.30         l’Azione Cattolica Italiana ieri, oggi, domani: testimonianze

Ore 11.00       Saluti e incontro con Papa Francesco

Ore 12.30       Conclusione dell’incontro

Rimangono ancora una decina di posti a disposizione. Chiunque fosse interessato a partecipare è pregato di comunicare la propria adesione a Tiziana Donà (tel: 3298170460/ mail: tizianadona@virgilio.it) entro e non oltre venerdì 17 marzo!

 

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Feb 28

XVI assemblea diocesana dell’azione cattolica: Il rinnovo degli incarichi direttivi

Nel primo pomeriggio di domenica scorsa, 19 febbraio, l’Azione Cattolica diocesana si è data appuntamento in Seminario per celebrare la XVI Assemblea elettiva per il rinnovo degli incarichi direttivi. Un appuntamento che si pone sempre a conclusione di un triennio come fase intermedia del cammino assembleare, che è stato vissuto dalle associazioni parrocchiali nei mesi precedenti e che si concluderà in primavera con l’Assemblea elettiva nazionale. L’assemblea diocesana è dunque un momento di arrivo ma anche di rilancio, nel quale la sintesi di un percorso triennale ritrova slancio e motivazioni per il futuro dell’intera associazione in rapporto con la Chiesa locale e la missione apostolica.  Il delegato nazionale Marco Pio Bravo ha introdotto i lavori dell’assemblea con un importante intervento mirato a sottolineare le caratteristiche dell’Associazione e del servizio di responsabilità che essa chiede. La natura di questo servizio è essenzialmente evangelica perché è radicata nel contesto di una chiamata e di una disponibilità generosa che non può sostenersi su velleità carrieristiche e di prestigio. A sua volta il vescovo Adriano ha richiamato la necessità di un laicato che si assuma sempre di più l’onere dell’annuncio della Parola e ha evidenziato la possibilità che l’AC diocesana possa spendersi, nel prossimo triennio (nel quadro della visita pastorale), per un serio annuncio del Vangelo all’interno delle comunità parrocchiali rilanciando l’incontro con la Parola di Dio. Infine Luisella Siviero, presidente uscente (nella foto con il gruppo della presidenza uscente), ha proposto all’approvazione dei presenti la bozza del documento assembleare “Fare nuove tutte le cose – Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale”, sintesi delle riflessioni maturate dal Consiglio diocesano e dalle assemblee parrocchiali , avendo come stimolo la linea tracciata dal papa nella “Evangeli Gaudium”. Le sfide per l’AC del prossimo triennio non mancano nella prospettiva di una responsabilità e corresponsabilità del dono del Vangelo. L’AC, che si presenta come costitutiva della Chiesa conciliare, si impegna ad affiancare i pastori in un rapporto di collaborazione nella crescita delle comunità parrocchiali e a far sì che questo servizio sia presente in nuove parrocchie. Si sente pienamente coinvolta nel processo di ristrutturazione pastorale della diocesi e desidera mettere a disposizione la propria esperienza negli organismi ecclesiali di partecipazione, aiutando a innescare processi virtuosi e nello stile sinodale. Il tempo per una pastorale missionaria che faccia comprendere la vita bella del Vangelo non è più rimandabile: per questo, oltre al contesto parrocchiale, l’AC diocesana sente di doversi coinvolgere nei contesti socio-culturali del proprio territorio. La discussione in assemblea ha poi sottolineato l’esigenza che le figure dei nuovi responsabili parrocchiali e diocesani svolgano il loro servizio nella prospettiva missionaria più volte vocata nei tre interventi. Il documento è stato così approvato e si è aperta di fatto la fase delle votazioni che ha portato al rinnovo del consiglio diocesano, dei responsabili diocesani di settore e all’indicazione di scelta del nuovo presidente. Proprio quest’ultima figura, per statuto, deve essere poi nominata dal vescovo diocesano.

Don Simone Zocca

Luisella Siviero

La presidenza uscente. Da sinistra in alto: Alberto Scarpa, Maria Antonietta Tessarin, Luisella Siviero, Carmelo Genovese, Giada Valerio, Federico Moretti, Tiziana Donà, Daniela Lanzilao. In basso da sinistra: don Simone Zocca, Marco Longhin ed Eleonora Zorzan.

 

NOMINE NELL’A.C.

La nuova presidenza

Presa visione delle designazioni di voto del nuovo consiglio diocesano di AC, eletto dall’assemblea riunitasi domenica 19 febbraio, il vescovo Adriano, con prot. n. 12/2017, ha nominato presidente diocesana dell’Azione Cattolica della diocesi di Chioggia  la sig.ra Biancarosa Boscolo  Nale, augurando un proficuo lavoro per la crescita e lo sviluppo dell’Associazione diocesana.

Ha preso pure visione della nuova presidenza, così composta:

Daniela Lanzilao e Carmelo Genovese vice-presidenti settore adulti;

Giulia Fanton e Federico Boscolo Cegion vice-presidenti settore giovani;

Marco Longhin e Luca Tosin responsabile e vice-responsabile per l’Acr;

Eleonora Zorzan responsabile della formazione.

 

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Feb 17

XVI Assemblea Diocesana: “Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale.”

Tempo di bilanci, di verifica e di rilanci per la nostra Associazione, che conclude un triennio speso, come sempre, al servizio della Chiesa locale. Come in ogni famiglia, bisogna prendersi un momento per fermarsi, guardarsi inidetro per gioire di ciò che di buono è stato fatto fino a qui, per comprendere ciò che è migliorabile e porsi nuove missioni. Questo è lo spirito con cui si riuniranno in assemblea dal titolo “Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale.” i delegati di ogni realtà parrocchiale domenica 19 febbraio alle ore 15.00 in seminario. Confronto è la parola d’ordine! L’assemblea sarà chiamata a discutere ed approvare il documento del triennio 2017/2020, con la presenza del nostro Vescovo Mons. Adriano e del delegato nazionale Marco Pio Bravo. Seguirà poi l’elezione del nuovo Consiglio Diocesano che procederà alla nomina dei componenti la nuova Presidenza Diocesana, e fornirà al Vescovo le indicazioni per la nomina del Presidente.

L’invito a partecipare è rivolto a tutti gli associati che lo desiderano.

Di seguito la lettera di convocazione con il programma del giorno.

Convocazione XVI Assemblea

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Gen 25

Marcia della pace 2017

L’ACR Diocesana, in collaborazione con molte altre realtà attive nella Diocesi di Chioggia ed in occasione del mese della Pace, ha proposto come ogni anno la Marcia della Pace. L’appuntamento ha visto il suo inizio nel primo pomeriggio di Domenica 22 gennaio quando, a fianco della Cattedrale di Chioggia si sono incontrate persone provenienti da tutta la diocesi, adulti, giovani e bambini, organizzati in gruppi o venuti autonomamente.
Questo è il dono della marcia della pace: unire in un unico cammino persone che abitualmente non si vedono, non si frequentano. Il dono che la marcia della pace ci fa è quello della consapevolezza che, nonostante la strada sia impervia e sconosciuta, siamo in molti a lottare e a tendere le nostre forze per la realizzazione della Pace: ognuno con le proprie caratteristiche, con i propri pregi e con i propri difetti ma tutti cerchiamo di camminare nella stessa direzione, e camminando insieme perdersi è più difficile!
Le riflessioni della marcia sono come ogni anno basate sul tema del messaggio del papa per la giornata mondiale della pace: quest’anno “La nonviolenza come stile di una politica per la pace”. Durante il percorso che ha portato i partecipanti dalla Cattedrale alla chiesa di S. Martino, sono stati offerti dei momenti di riflessione dai gruppi ACR e dalle parrocchie di S. Martino, S. Mauro di Cavarzere, Santa Maria Assunta di Loreo e dall’unità pastorale di Porto Tolle.

I bambini hanno messo in luce i diversi modi in cui la violenza può manifestarsi. La parrocchia di Sottomarina ha emozionato i partecipanti raccontando la storia di Anas al-Basha, il clown di Aleppo, il quale ha terminato la sua vita cercando di rendere un po’ più serena la vita dei bambini siriani nel mezzo di un terribile conflitto; i bambini di Cavarzere hanno coinvolto tutti i presenti in una simbolica raccolta differenziata per spiegarci che la violenza contro il creato non è una cosa da sottovalutare; i bambini del catechismo di porto Tolle hanno fatto vedere come l’amore e la comprensione in famiglia possano prender il posto dell’indifferenza e della violenza ed infine l’ACR di Loreo ha esortato tutti a tendere al fine ultimo della pace senza farci sconfiggere dai conflitti e dalle incomprensioni e volgere sempre lo sguardo a Cristo. La conclusione nella chiesa di San Martino a Sottomarina. Il momento di riflessione è stato caratterizzato da due forti testimonianze, la prima di Bamba, un ragazzo ivoriano che ora vive a Chioggia, la seconda invece di Giovanni Penzo, un giovane chioggiotto che grazie alla Caritas ha vissuto un’esperienza di servizio in Giordania. Queste testimonianze hanno arricchito la marcia donando la verità di due esperienze di vita. Un breve momento di preghiera guidato dal vescovo Adriano e la visione di alcuni video creati dai ragazzi di San Martino, di Loreo e di Porto Tolle hanno coronato la manifestazione, terminata poi con la merenda offerta dall’associazione Il Mappamondo. L’Azione Cattolica di Chioggia desidera ringraziare quanti hanno sostenuto ed aiutato la realizzazione della Marcia della Pace 2017 e tutti coloro che, con gioia, hanno partecipato.

Marco Longhin

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Gen 08

“IL CORAGGIO DELLA NON VIOLENZA” Marcia della pace

IL CORAGGIO DELLA NON VIOLENZA

Si avvicina l’appuntamento diocesano della Marcia della Pace

Dopo la giornata della Pace celebrata il 1 Gennaio scorso da tutta la Chiesa si vuole ricordare che Domenica 22 Gennaio 2017 si terrà la Marcia della Pace nella nostra diocesi per le vie della città di Chioggia.

In quell’occasione bambini e adulti si interrogheranno sul tema lanciato da papa Francesco: “ La non violenza: stile di una politica della pace”.

La pace – afferma il Papa – è responsabilità di tutti, non solo dei grandi: si costruisce con i piccoli gesti quotidiani di attenzione, amore e perdono. Si costruisce a partire dalla famiglia, iniziando a bandire la violenza dai cuori e dalle parole. Chi ha fede in Gesù dovrebbe sapere che “l’amore del nemico costituisce il nucleo della rivoluzione cristiana”. Anche Gesù – rileva il Papa, è vissuto in tempi conflittuali tracciando “la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia”. Questo vuol dire che per “essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza” così come la leggiamo nel Vangelo. E’ una proposta che può raggiungere tutta l’umanità.

La Marcia inizierà alle 14.30 presso il campo antistante il Duomo di Chioggia, proseguirà lungo Corso del Popolo. Successivamente, giunti in Calle San Giacomo, attraverseremo l’Isola dell’Unione e concluderemo il pomeriggio presso la Chiesa di San Martino a Sottomarina. Qui è previsto un momento di riflessione con alcune testimonianze e il saluto del nostro vescovo Adriano.

Durante la Marcia verranno approfonditi alcuni ambiti di vita in cui i ragazzi possono sperimentare la violenza e su cui bisogna attuare invece politiche diverse e atteggiamenti diversi ad esempio: la violenza in famiglia, la violenza contro il Creato, la violenza contro colui che è diverso culturalmente e socialmente e la violenza intesa come conflitto bellico.

Ricordando a tutti che è disponibile un cammino di preparazione alla marcia per bambini e adulti  e scaricabile dal sito www.azionecattolicachioggia.it ci auguriamo un buon mese della pace, affinchè sia l’occasione per testimoniare agli altri e a noi stessi di perseguire ed inseguire sempre più un cammino di pace e fratellanza.

Eleonora Zorzan

Enzo Pace, docente di Sociologia delle religioni alla Scuola galileiana dell’Università di Padova

PUBBLICO CONVEGNO NEL MESE DELLA PACE

“Perchè le religioni scendono sul sentiero di guerra? I legami pericolosi con la politica”

Era il 1967  quando Paolo VI istituiva, rivolgendosi a tutti gli uomini di buona volontà,  La Giornata della Pace da celebrare  il primo gennaio 1968, con il desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa  all’inizio del calendario, proposta  che non interessasse  solo  la sfera ecclesiale ma che fosse accolta e sostenuta  da quanti considerano  la pace il bene primario per cui spendersi secondo la propria indole e specificità.

L’Azione cattolica tiene fede a una consolidata tradizione di impegno per la promozione di una cultura di pace e  propone per il mese di gennaio (tradizionalmente il “mese della pace”)  occasioni di approfondimento a misura di età del messaggio che annualmente  il Papa lancia per la giornata mondiale della pace. E’ sul tema «La non violenza: stile di una politica per la pace» scelto da Francesco per la cinquantesima edizione che abbiamo modulato le proposte diocesane a sostegno della nostra volontà a camminare nei sentieri della nonviolenza per un mondo sempre più fraterno; un invito alla società a non dimenticare un tesoro così prezioso per il quale ognuno di noi può e deve fare qualcosa.  «Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme», è l’appello di Francesco, che nel proporre il 50° Messaggio cita il primo, in cui il beato Paolo VI usò «parole inequivocabili» per rivolgersi «a tutti i popoli, non solo ai cattolici» ed affermare che «la pace è l’unica e vera linea dell’umano progresso, non le tensioni di ambiziosi nazionalismi, non le conquiste violente, non le repressioni apportatrici di falso ordine civile». Papa Montini, a sua volta, richiamava il suo predecessore, Giovanni XXIII, che nellaPacem in terris «esaltava il senso e l’amore della pace fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull’amore». «Colpisce l’attualità di queste parole, che oggi non sono meno importanti e pressanti di cinquant’anni fa», il commento di Francesco.

E’ su quest’onda che l’Azione cattolica diocesana , in collaborazione con il Centro diocesano per l‘Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, ha pensato al tema del convegno pubblico  “Perchè le religioni scendono sul sentiero di guerra? I legami pericolosi con la politica”, che si terrà sabato 21 gennaio p.v. presso la Chiesa di Santa Caterina alle ore 17.00

Il titolo, per certi versi provocatorio, è stato suggerito dal relatore professor Enzo Pace, docente di Sociologia delle religioni alla Scuola galileiana dell’Università di Padova,  che nella sua produzione scientifica propone questa riflessione: “Pensavamo di non dover più assistere ai conflitti di religione, e invece nessuna fede sembra esente dal virus della violenza. Perché accade e qual è la responsabilità della politica negli orrori compiuti in nome dell’identità di popolo e di credo? Si può ipotizzare che ci sia un’affinità elettiva fra le politiche d’identità e le religioni. È solo grazie a tale affinità che è possibile trovare una risposta alla domanda: Perché le religioni scendono in guerra? “

Nel disordine che spesso domina il nostro vivere quotidiano le religioni hanno un compito comune: quello di fare emergere e dare senso all’impegno etico, di trasformare la violenza in forza positiva di servizio e di amore coinvolgendo in questo dinamismo le enormi energie spirituali e morali in esse presenti.  Le diverse religioni oggi possono ritrovarsi anche in quello che è uno dei punti fondanti del messaggio cristiano; ciascuno nell’esercitare il diritto alla propria identità religiosa deve essere anche in grado di aprirsi all’identità dell’altro, offrendogli ospitalità nel proprio cuore, esplicitata nell’accoglienza nei confronti degli esclusi, dei poveri, degli sradicati, ma anche impegno per la giustizia, per il rispetto dei diritti umani e per il superamento di ogni fanatismo. Le religioni, quindi, possono contribuire a creare comunione umana a livello universale, dove il rispetto dell’individualità di ciascuno dovrà coniugarsi con la capacità di stabilire relazioni interpersonali positive e di tenere conto del bene di tutti, coscienti del fatto che la sopravivenza di ciascuno è legata alla sopravivenza degli altri. I problemi di fronte ai quali si trova l’umanità,  a cui spesso nemmeno la politica riesce a dare risposta, devono aprire con fiducia gli appartenenti alle diverse religioni a fare fronte unico per far progredire il benessere di tutti e affrontare nella concordia le grandi sfide poste dallo sviluppo contemporaneo, per dare vita ad una umanità nuova riconciliata e fraterna.

Facciamo nostre le parole di papa Francesco «Nessuna religione è terrorista. La violenza è una profanazione del nome di Dio. Non stanchiamoci mai di ripeterlo: ‘Mai il nome di Dio può giustificare la violenza. Solo la pace è santa. Solo la pace è santa, non la guerra!’».

 

Luisella Siviero

Presidente diocesana AC

 

 

 

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Gen 08

Buon Natale Papa Francesco!

Come ogni anno alcuni ragazzi dell’Acr, provenienti da diverse diocesi d’Italia, hanno avuto il privilegio di portare di persona gli auguri di Natale al Santo Padre. Quest’anno, in via del tutto eccezionale siamo stati invitati, a seguito dell’incontro delle associazioni parrocchiali del triveneto con la presidenza nazionale, tenutosi lo scorso gennaio a Padova, non come diocesi bensì come parrocchia di Loreo. È stato un “premio” per l’impegno profuso a far rinascere l’associazione in tutte le sue componenti, partendo dall’Acr, passando per i giovanissimi e gli adulti. In rappresentanza della nostra realtà parrocchiale sono stati sorteggiati due ragazzi: Maddalena Pichelan e Yari Siviero. È stata per entrambi un’esperienza unica, ricca di emozioni, che porteranno per sempre nel loro cuore.

La gioia di incontrare Papa Francesco è stata percepita vivamente dai ragazzi sin dal momento in cui essi hanno ricevuto l’annuncio che sarebbe toccato loro rappresentare la nostra comunità. Come raccontano le mamme, Erika Nonnato e Fiorenza Favro, Maddalena ha pianto di gioia mentre Yari ha esternato la sua emozione esultando come se avesse vinto la sua squadra del cuore. Ragazzi e famiglie si son subito prodigati a preparare il loro dono di Natale al Santo Padre: una confezione di prodotti per l’igiene personale da distribuire alle persone più indigenti.

La partenza per Roma è avvenuta la mattina del 18 dicembre, alle prime luci dell’alba. Nonostante la sveglia abbia suonato appena alle 5.15, “Yari è saltato subito giù dal letto, a differenza degli altri giorni!”, racconta commossa Fiorenza, “la sua trepidazione era visibile, non vedeva l’ora di partire!”.  Durante tutto il viaggio verso Roma, Maddalena ha più volte chiesto al nostro presidente parrocchiale, Luca Tosin, che li ha accompagnati assieme ai genitori, se poteva stargli accanto, anche durante l’udienza.

All’arrivo il clima natalizio che si respirava a Roma, addobbata a festa per il Natale, ha contribuito ancor di più a caricare d’emozione e d’attesa i ragazzi. L’indomani, assieme agli altri acierrini, Maddalena e Yari, hanno iniziato la giornata scrivendo la loro lettera al Papa, in cui hanno rivolto al Santo Padre i loro personali e più sinceri auguri di Buon Natale. Tutto era ormai pronto ed i ragazzi si son preparati per incontrare finalmente Papa Francesco. Dopo aver lasciato genitori ed accompagnatore, hanno affrontato i 126 gradini che li dividevano dalla sala delle udienze private, e son stati accolti da un caloroso clima di festa. Hanno ingannato l’attesa imparando le canzoni che avrebbero cantato al Santo Padre, in perfetto stile Acr; ripensando a quel momento, Maddalena continua ad intonare “1,2,3,4,5,6 Ciao”, oppure “Viene in mezzo a noi il bambino Gesù…”.

Dopo vari “falsi allarmi”, che ne annunciavano l’imminente arrivo, e che hanno messo in fibrillazione entrambi, il Papa ha fatto la sua comparsa accolto dai cori di benvenuto di tutti i presenti. A quel punto il Pontefice ha preso la parola, condividendo con i ragazzi una riflessione; la frase che ha colpito maggiormente Maddalena e Yari è stata “Parlate con i nonni, ascoltateli, perché loro hanno la sapienza del mondo!”. L’udienza è culminata con il momento più atteso e caratterizzante di tutta la giornata: il saluto individuale di Francesco ai presenti, partendo dal presidente nazionale, Matteo Truffelli, passando poi alla responsabile nazionale Acr, Teresa Borelli e all’assistente nazionale Acr don Marco Ghiazza, per giungere infine a tutti gli acierrini. “Visto da vicino, il Papa sembra molto più giovane che in Tv” esordisce Yari che prosegue: “Ha una stretta di mano forte e sicura”, “Me lo immaginavo più alto” ribatte Maddalena: queste sono le prime impressioni dei diretti interessati, che ricordano l’incontro col Papa con gli occhi ancora lucidi. Alla domanda su quale sia stata la cosa più bella ed inaspettata scaturita da questo incontro, Maddalena risponde: “Aver potuto stringergli la mano perché per me egli è santo ed aver potuto entrare in contatto con lui è stata un’emozione indescrivibile!”; Yari, dal canto suo, afferma: “Ciò che mi ha toccato di più è stata la carezza del Papa, perché non mi aspettavo un gesto così affettuoso da parte sua; ero così emozionato che sono a malapena riuscito a dire poche parole a bassa voce”.

Dopo le foto di rito e la partecipazione alla diretta Tv “Il diario di Papa Francesco”, i nostri ragazzi si son ricongiunti alle famiglie. “Appena terminato, mia figlia, con gli occhi lucidi, mi è corsa incontro e mi ha abbracciata, la sua gioia era palpabile!” racconta Erika che prosegue: “La sera ci siamo fermati a Roma a trovare la bisnonna; quest’ultima ci ha mostrato una sua foto che la ritraeva con altre giovani che, come lei appartenevano alla gioventù femminile di Ac. È stata una sorpresa per tutti! Dopo ciò che aveva detto il Papa riguardo ai nonni solo poche ore prima, ci è parso quasi un segno del destino”. Conclude Fiorenza: “Appena arrivato a casa, Yari ha iniziato a raccontarmi come un fiume in piena i due giorni appena trascorsi ed ha sentito il bisogno di risentire gli amici che si è fatto a Roma, quasi a voler perpetuare la bella esperienza vissuta”.

Speriamo che sia Yari che Maddalena possano farsi promotori con i loro coetanei e non solo, della gioia che ha pervaso i loro cuori durante questi indimenticabili giorni. Sicuramente è stata un’occasione formidabile di crescita personale, associativa e cristiana per entrambi!

Giulia Fanton

Potrete trovare tutte le foto al seguente link: https://flic.kr/s/aHskPpdJVC

oppure sulla nostra pagina Facebook Azione Cattolica Chioggia

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